Ischemia ed emorragia, la parola al prof. Zuccarello del Mayfield Institute di Cincinnati 

“Il rapporto con la famiglia del paziente, specialmente nel caso di pazienti pediatrici, è parte integrante del trattamento di cura: la famiglia conosce il paziente meglio di chiunque altro. Sono i familiari di frequente a suggerire la linea diagnostica da indagare, fornendo dettagli che altrimenti sarebbe più difficile, o meno tempestivo, far emergere. Ecco perché non ho esitato ad aderire all’incontro di Padova che dedica centralità proprio al confronto con le famiglie”.

il prof. Mario Zuccarello, del Mayfield Institute di Cincinnati, è uno dei relatori di “Neurochirurgia Familiare”, organizzato dai Dipartimenti di Neuroscienze e della Salute della Donna e del Bambino dell’Università di Padova con la collaborazione delle associazioni Alumni e Amici dell’Università di Padova. L’incontro si terrà il 30 settembre a partire dalle ore 10 nell’Aula Magna di Palazzo del Bò. Zuccarello curerà il tema delle malformazioni artero-venose, cavernoma e stroke. Con lui, il panel di relatori vedrà la partecipazione del prof. Ennio Antonio Chiocca, della Harvard University, che parlerà dei tumori cerebrali, il prof. Kazadi Kalangu, della Università dello Zimbawe, che tratterà dell’idrocefalo e delle malformazioni dell’età infantile, come la spina bifida, il prof. Alessandro Olivi, della Johns Hopkins University e della Università Cattolica di Roma, che curerà l’approfondimento sull’epilessia, e il prof. Alessandro Martini, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova, che parlerà della neurofibromatosi e dell’esperienza padovana sulla preservazione e riabilitazione dell’udito.

“Ho trattato un bambino di 18 mesi per un cavernoma del brain stem. Succedeva circa dieci anni fa. Eppure ricordo ancora, e ricorderò  sempre, l’espressione di paura nel viso dei suoi genitori, e poi, dopo l’intervento chirurgico, la gioia immensa perché tutto era andato bene. Sono felice di poter dire che il bimbo ha recuperato così bene da essere capace di diventare un ottimo studente”, racconta oggi Zuccarello. “D’altronde, il famoso William Osler disse: ‘Don’t treat the disease but you treat the patient. Listen to the patient they will tell you the diagnosis’. Non dobbiamo ‘trattare’ la malattia, ma l’essere umano con la sua malattia. Quella tra paziente e medico è una vera e propria relazione e lo scambio è reciproco. In special modo nel caso di bambini, aggiungo, la relazione con i familiari è un supporto indispensabile per quello che noi medici facciamo”.

Indagare, ascoltare, comprendere, spiegarsi, porsi dubbi: il ‘mestiere’ di medico è fatto anche di questo, conclude Zuccarello. “Le associazioni Alumni e Amici dell’Università di Padova mi hanno chiesto di spiegare quali possano essere i tre errori più grandi che un medico potrebbe commettere nel costruire il proprio profilo professionale. Secondo me sono questi: limitarsi, accontentarsi, non pensare in grande; smettere di porsi domande e sentirsi soddisfatto di quello che altri ci hanno insegnato; soprattutto, dimenticarsi che noi come medici siamo una figura pubblica, e le nostre azioni sono giudicate da tutti. Un comportamento etico e morale deve guidarci dall’inizio alla fine della carriera”.

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