La parola ad Annalisa Celeghin, presidente della Fondazione Giovanni Celeghin onlus contro i tumori cerebrali

“Complesso non significa impossibile” è il motto della Fondazione Giovanni Celeghin, onlus padovana impegnata dal 2012 in progetti a sostegno della ricerca sui tumori cerebrali. Con questo spirito, sabato 30 settembre parteciperà a “Neurochirurgia Familiare”, l’incontro con le famiglie e per le famiglie dei piccoli pazienti affetti da patologie di interesse neurochirurgico, organizzato dai Dipartimenti Neuroscienze e Salute donna e bambino dell’Università di Padova. All’appuntamento, in programma a partire dalle ore 10 nell’Aula Magna di Palazzo del Bo, con gli interventi dei professori Kazadi Kalangu (Università dello Zimbawe), Alessandro Martini (Università di Padova), Alessandro Olivi (Johns Hopkins University e Università Cattolica) e Mario Zuccarello (Mayfield Institute di Cincinnati), parteciperà anche il professor Ennio Antonio Chiocca (Harvard University), affermato neurochirurgo a lavoro da anni a Boston, che dedicherà un focus ai tumori cerebrali, con particolare riguardo a gliomi e glioblastoma, neoplasia maligna per la quale attualmente non c’è cura. L’obiettivo è sempre lo stesso: chiarire a famiglie e associazioni lo stato della ricerca e le ultime novità nei trattamenti terapeutici.

«La Fondazione Giovanni Celeghin ha scelto di aderire a Neurochirurgia Familiare per i temi e il carattere internazionale degli interventi in programma – sottolinea la presidente Annalisa Celeghin – ci aspettiamo di essere informati sulle novità della ricerca scientifica e dei progetti che vedano protagoniste equipe multidisciplinari a livello mondiale. Riteniamo che la presenza e l’appoggio di un team multidisciplinare, che accompagni il paziente lungo una strada ben tracciata, sia fondamentale per sostenere le famiglie e i pazienti, grandi e piccoli, impegnati a lottare contro il tumore cerebrale. Soltanto così il paziente e la famiglia si potranno sentire effettivamente “protetti” da una rete medica solida».

La promozione di forme di sostegno a 360° del paziente e delle persone a lui care, che non si fermino solo all’approccio clinico-terapeutico ma puntino anche al sostegno psicologico, è da sempre uno degli obiettivi principali della Fondazione, intitolata all’imprenditore padovano, grande appassionato di ciclismo, padre amorevole Giovanni Celeghin, morto nel gennaio 2011 a 68 anni appena compiuti lottando contro un male cui non si era mai arreso: il glioblastoma multiforme, un tumore al cervello molto aggressivo. «La testimonianza che come Fondazione porteremo a “Neurochirurgia Familiare” è molto semplice: un evento come un lutto familiare – spiega Annalisa Celeghin – per quanto tragico e doloroso, si può trasformare in qualcosa di positivo. La nostra Fondazione è nata per far sì che la ricerca sui tumori cerebrali possa avanzare, in modo da dare nuove speranze ai malati e alle loro famiglie».

In questo momento la Fondazione Giovanni Celeghin sta finanziando diversi progetti e ricerche, soprattutto, ma non solo, sul glioblastoma multiforme, che in memoria di Giovanni Celeghin resta il suo principale campo di interesse. Sul glioblastoma multiforme la Fondazione sta sostenendo progetti di ricerca allo IOV – Istituto Oncologico Veneto, all’Università di Roma Tor Vergata (dipartimento di biomedicina e prevenzione, in collaborazione con l’istituto di biologia molecolare e patologia e l’istituto di analisi dei sistemi e computer science del CNR di Roma) con un finanziamento di 110 mila euro, e all’Istituto neurologico Carlo Besta di Milano. È dedicata, invece, al glioma intrinseco del ponte encefalico un’altra ricerca finanziata dalla Fondazione, questa volta a cura dell’Istituto Tumori di Milano. Ma non manca un pensiero ai più piccoli, con il progetto che vede la Fondazione Giovanni Celeghin al fianco del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale di Padova.

«Il dialogo tra associazioni e fondazioni come la nostra con ospedali e centri di ricerca c’è ed è sempre proficuo. Le difficoltà stanno nella lentezza delle pratiche burocratiche da sbrigare per il finanziamento dei progetti – conclude la presidente della Fondazione Giovanni Celeghin – e nell’elevato costo di gestione che viene ‘detratto’ dalle somme destinate. Su questo aspetto, in particolare si dovrebbe intervenire, per rendere più efficace l’impegno a sostegno della ricerca scientifica».

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